L’origine del Male da un esperimento degli anni settanta a un romanzo del 2016

L’esperimento carcerario di Stanford

Nel 1971 Philip Zimbardo, professore di psicologia a Stanford, mise in piedi un esperimento divenuto famoso per gli effetti imprevisti e sconvolgenti che portò alla luce. Prima allestì un finto carcere nel seminterrato dell’università, poi selezionò due gruppi di studenti e assegnò a ciascuno il ruolo del detenuto o della guardia. Dopo aver assunto egli stesso la veste del supervisore, lasciò i ragazzi liberi di performare i rispettivi ruoli nel modo più realistico possibile. In soli cinque giorni la violenza si scatenò in maniera incontrollata: le guardie vessavano i detenuti, costringendoli a compiere gesti degradanti e deumanizzanti. Zimbardo stesso si era talmente abituato al graduale intensificarsi della violenza che fu necessario l’Intervento di una giovane ricercatrice per farlo rinsavire e interrompere immediatamente l’esperimento.

Esperimento carcerario di Stanford, Effetto Lucifero, L'estate che sciolse ogni cosa
Immagine tratta dal film “Effetto Lucifero” (2015), ispirato all’esperimento di Stanford


L’obiettivo del ricercatore era quello di indagare la natura del male, ossia se si trattasse qualcosa di intrinseco nell’individuo o fosse indotto dall’ambiente. Il tristemente noto “esperimento carcerario di Stanford” dimostrò il potere della situazione: persone assolutamente normali sono potenzialmente capaci di compiere azioni terribili se poste in determinati contesti. Zimbardo chiamò questo risultato “Effetto Lucifero”.

L’estate che sciolse ogni cosa

Ed è proprio Lucifero il protagonista del romanzo “L’estate che sciolse ogni cosa”, nei panni di un ragazzino nero dagli occhi verde smeraldo, di nome Sal. Nell’estate del 1984 il giovane Sal si reca nella tradizionalista e conservatrice cittadina di Breathed in Ohio affermando di essere il diavolo. Da quel giorno, un caldo rovente si abbatte sulla città, incendiando gli animi e dissolvendo ogni buon senso. Gli abitanti di Breathed arrivano a convincersi che il giovane dalla pelle scura sia davvero l’incarnazione del male biblico, responsabile di ogni evento drammatico: è sua la colpa del naufragio dell’Andrea Doria, della persecuzione ebraica, dell’aborto di una giovane madre, di incidenti e catastrofi. Sal intanto è stato adottato dalla famiglia del giudice della città, Autopsy Bliss, il quale assiste incredulo alla trasformazione dei concittadini che conosce da sempre, in un crescendo di violenza drammatico e senza ritorno.

L'estate che sciolse ogni cosa
Copertina de “L’estate che sciolse ogni cosa”


Sul destino dei personaggi incombe una dinamica che ricorda i più terribili capitoli della storia moderna. Ad alimentare l’isteria collettiva è infatti un uomo carismatico di nome Elhoim – che in ebraico significa “Dio” – il quale riunisce intorno a sé un gruppo di concittadini che hanno subito esperienze drammatiche e offre loro un perfetto capro espiatorio su cui riversare le proprie paure e sofferenze. Persone normali, dal cordiale vicino di casa al rassicurante poliziotto di quartiere, vengono indotte a compiere atti sempre più violenti, come se avessero temporaneamente spento la propria coscienza morale e rimosso ogni traccia di empatia.

Una verità difficile da accettare

Il ricercatore Philip Zimbardo e la scrittrice Tiffany McDaniel adoperano due strumenti antitetici – un esperimento scientifico e un romanzo – per comunicare la stessa drammatica verità: il male ha un volto conosciuto. Non è legato all’orientamento sessuale o della razza, come si crede tutt’ora nelle società ultraconservatrici, né si tratta di un’entità esterna dotata di corna e forconi, come si legge nella bibbia. Si cela in ogni individuo, ognuno con le proprie fragilità e rotture, dalle quali la violenza può trovare una graduale via di fuga. C’è però un raggio di speranza: in quelle stesse situazioni che tirano fuori il peggio da alcuni individui, altri riescono a sottrarsi alle manipolazioni e discernere la verità. Come la giovane ricercatrice di Stanford che pose fine all’esperimento e come il padre adottivo di Sal nel romanzo: entrambi capaci di scostare il velo di Maya per vedere l’essere umano dietro la cavia da laboratorio o sotto le mentite spoglie di Satana.

Angeli e demoni, effetto ottico, Escher, L'estate che sciolse ogni cosa
Opera dal titolo “Angeli e Demoni” dell’artista olandese Maurits Cornelis Escher


Leggere un romanzo che tratta temi così intensi ci costringe a guardare nell’abisso della nostra interiorità, a interrogarci sulle fragilità di ognuno di noi e sulle circostanze che potrebbero spingerci a spegnere la nostra coscienza. Ci esorta a restare vigili, diffidando dalle cieche ideologie e dalla retorica vuota che fa leva sulle emozioni per galvanizzare contro nemici immaginari – gli extra-comunitari, i comunisti, i no-vax – e cogliendo i segnali della manipolazione di cui tutti potremmo cadere vittime.